La Scherma a Roma tra XVI° e XVIII° secolo

Scherma a Roma

Centro studi

La Scherma a Roma tra XVI° e XVIII° secolo

Storia sociale delle professioni delle armi a Roma (XVI-XVIII secolo)

La spada non è solo un oggetto geometrico, ma un indicatore sociale. Il nostro filone di ricerca principale esplora la vita quotidiana, lo status giuridico, le corporazioni e l'impatto culturale dei maestri d’arme, dei soldati e dei duellanti che hanno popolato la Roma papale tra il Rinascimento e l'Illuminismo. Una ricostruzione che va oltre la tecnica per comprendere l'uomo dietro l'acciaio.

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Il contesto: Roma tra privilegio, onore e violenza sanzionata

Nella Città Eterna tra Cinquecento e Settecento, le armi sono una presenza costante e regolata da un delicatissimo equilibrio di potere. Attraverso lo studio incrociato dei documenti d’archivio, dei trattati di scherma e delle cronache d'epoca, il centro studi dell'Accademia Romana d'Armi indaga la complessa trama sociale in cui operano i professionisti della spada:

  • i maestri d'arme come attori sociali: lungi dall'essere semplici istruttori, i maestri della città erano figure inserite nelle reti clientelari delle grandi famiglie patrizie e cardinalizie, capaci di influenzare la politica d’onore cittadina;
  • le corporazioni e lo status giuridico: la ricerca mappa i bandi pontifici, i processi per duello e le licenze di porto d'armi, ricostruendo le regole di una professione non del tutto istituzionalizzata, ma soggetta a rigidi controlli e a tutele corporative, in bilico tra autonomia imprenditoriale e spirito consociativo;
  • l’etica del combattimento e l'ordine pubblico: analizziamo la transizione tra la violenza di strada e il duello regolamentato, inteso come strumento di risoluzione dei conflitti sociali accettato – e talvolta segretamente sanzionato – dalle stesse autorità barocche;
  • dinastie e grandi protagonisti: a Roma è possibile rintracciare alcune vere e proprie “dinastie” di maestri che tramandano il mestiere di genitore in figlio: dai Paternoster, che dominano la scena tardo cinquecentesca, ai Cavalcabò, che hanno contatti con la corte francese di Enrico IV… ai Marcelli soprattutto, la linea più longeva, che in quattro o cinque generazioni si impongono nella capitale, nel privato e nei collegi nobiliari della città, al servizio della regina Cristina di Svezia;
  • un patrimonio di documenti: la scherma a Roma produce trattati, documenti di archivio, cronache storiche e cultura materiale. tutto questo è oggetto della nostra ricerca.

 

Obiettivi e ricadute didattiche

Perché studiare la storia sociale delle professioni delle armi? Per l'Accademia Romana d'Armi, la comprensione del contesto sociale è la chiave per una vera interpretazione filologica. Tra gli obiettivi che ci prefiggiamo, sicuramente ci sono:

  • la restituzione della memoria cittadina: riscoprire i nomi, i luoghi e le storie delle antiche sale d'armi attive nei rioni di Roma;
  • la comprensione dei trattati: verificare se un sistema di combattimento descritto in un libro sia un'astrazione teorica per un’élite o una pratica marziale diffusa tra i professionisti della sicurezza e del duello;
  • la formazione degli sportivi: offrire agli allievi dei corsi adulti e ai ricercatori del nostro centro studi una consapevolezza culturale profonda, che trasforma ogni assalto in campo di gara in un atto di continuità storica con la Roma del passato.

L'Accademia Romana d’Armi ha riscoperto e oggi insegna i sistemi schermistici che ereditano questa vasta e complessa “arte marziale romana”.

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(VECCHIO TESTO: 
Per la sua stessa natura politica, culturale e spirituale, la Capitale pontificia ha avuto un profondo contatto con la Scherma in ogni epoca, e ha visto nascere tradizioni e scuole che hanno avuto influenza nella storia della disciplina fino a oggi. A Roma è possibile rintracciare alcune vere e proprie “dinastie” di Maestri che tramandavano il mestiere di genitore in figlio: come i Paternoster, che dominano la scena tardo cinquecentesca; i Cavalcabò, che hanno contatti con la corte francese di Enrico IV; e soprattutto i Marcelli, la linea più longeva, che in quattro o cinque generazioni si impongono nella Capitale, estinguono e rinnovano la tradizione napoletana, insegnano nei Collegi nobiliari della Città, ed entrano al servizio della regina Cristina di Svezia e dell’ambasciatore Luis de la Cierda y Aragona!

Accademia Romana d’Armi ha riscoperto e oggi insegna i sistemi schermistici che ereditano questa vasta e complessa “arte marziale romana”.)

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